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Rivolta d’Adda (CR) Lun–Ven 07:30–20:30, Sab 08:00–13:00

TENDINOPATIA DELLA SPALLA

Quando i tendini della cuffia si infiammano o si indeboliscono

La spalla è una delle articolazioni più mobili del corpo, ma anche una delle più complesse e vulnerabili. I tendini della cuffia dei rotatori svolgono un ruolo fondamentale nella stabilità e nei movimenti del braccio, ma sono facilmente soggetti a sovraccarico e degenerazione.

Le tendinopatie della spalla possono insorgere per molte ragioni, spesso in combinazione tra loro:

  • Sovraccarichi funzionali (sport overhead, lavori ripetitivi, gesti tecnici mal eseguiti);
  • Posture scorrette e instabilità scapolare;
  • Movimenti ripetuti senza adeguato controllo muscolare;
  • Alterazioni della biomeccanica di spalla e tronco;
  • Invecchiamento dei tessuti e ridotta vascolarizzazione dei tendini.

Tra le forme più comuni che riscontriamo nel nostro centro, due meritano particolare attenzione:

A. tendinopatia calcifica della spalla;
B. degenerazione e usura dovuta ad una debolezza delle strutture tendine e muscolari della cuffia dei rotatori.

Si tratta di due condizioni distinte, ma che possono condividere sintomi simili come dolore, perdita di forza e limitazione funzionale.

A. TENDINOPATIA CALCIFICA DELLA SPALLA: Quando il dolore è causato da depositi di calcio nei tendini

La tendinopatia calcifica è una condizione in cui si formano depositi di calcio all’interno dei tendini della cuffia dei rotatori, più spesso nel sovraspinato. Questo processo può iniziare in modo silenzioso e, a un certo punto, diventare molto doloroso, soprattutto durante la fase di riassorbimento del calcio, in cui l’infiammazione è più intensa.

Sintomi tipici:

  • Dolore acuto o persistente alla spalla, anche a riposo
  • Limitazione nei movimenti attivi (sollevare il braccio, dormire sul fianco)
  • Episodi improvvisi di dolore molto intenso (“fasi infiammatorie acute”)

Il nostro percorso terapeutico

Nel nostro poliambulatorio, specializzato nel trattamento delle patologie della spalla, affrontiamo la tendinopatia calcifica partendo da una valutazione iniziale clinica mirata.

Durante la prima visita fisioterapica, il fisioterapista esegue test clinici mirati per analizzare il dolore, la mobilità articolare e la funzionalità complessiva della spalla.

Uno strumento cruciale per una valutazione precisa è l’ecografia, che consente di localizzare con precisione la calcificazione all’interno dei tendini, determinare la sua grandezza e monitorarne eventuali cambiamenti nel tempo.

Inoltre, grazie all’utilizzo di strumenti tecnologici per la misurazione della forza, come dinamometri possiamo ottenere dati oggettivi sulla capacità muscolare, che ci aiutano a tracciare i progressi durante la riabilitazione e garantire un recupero ottimale.

Questi strumenti ci permettono di creare un programma riabilitativo altamente personalizzato, monitorando costantemente l’evoluzione della condizione e ottimizzando il trattamento.

Il nostro percorso terapeutico si articola in tre fasi.


FASE 1: CURA DELLA PATOLOGIA CON CONTROLLO DELL’INFIAMMAZIONE

Questa fase è dedicata alla cura del tessuto infiammato per risolvere lo stato patologico e si basa sul trattamento con le onde d’urto, il cui effetto è la riduzione dei legami che costituiscono le calcificazioni, e la creazione di nuovi vasi sanguigni necessari per la vascolarizzazione.

Il trattamento con le onde d’urto viene integrato con altre terapie fisiche come laserterapia e tecarterapia.


FASE 2: RIABILITAZIONE CON RECUPERO DELLARTICOLARITÀ E DELLA FORZA MUSCOLARE

Questa fase è dedicata al recupero completo della mobilità articolare della spalla su tutti i piani di movimento attraverso sedute di terapia manuale e al rinforzo della muscolatura. La corretta integrazione tra terapia manuale ed esercizio terapeutico permette di ritrovare un equilibrio funzionale e ritornare a compiere gesti che prima provocavano dolore o difficoltà.


FASE 3: PREVENZIONE DELLE RICADUTE CON STABILIZZAZIONE DEI RISULTATI E INCREMENTO DELLE PERFORMANCE MOTORIE

Una volta che sono state recuperate la completa articolarità e la forza muscolare della spalla e del braccio, è possibile intraprendere un percorso di stabilizzazione dei risultati raggiunti, di incremento delle performance motorie o di ritorno all’attività sportiva agonistica attraverso ad esempio l’inserimento all’interno di classi terapeutiche o il monitoraggio individuale periodico.


B. DEBOLEZZA DELLA CUFFIA DEI ROTATORI: La debolezza della cuffia dei rotatori: una causa comune di tendinopatia

La cuffia dei rotatori è un gruppo di quattro muscoli e tendini che svolgono un ruolo cruciale nella stabilizzazione e nel movimento della spalla.

Questi muscoli sono:

  • Sovraspinato: aiuta ad alzare il braccio sopra la testa e stabilizza la spalla.
  • Infraspinato: permette la rotazione esterna del braccio.
  • Piccolo rotondo: supporta la rotazione esterna e la stabilità dell’articolazione.
  • Sottoscapolare: responsabile della rotazione interna del braccio.

Questi muscoli lavorano insieme per mantenere la testa dell’omero centrata nella cavità glenoidea della scapola, assicurando stabilità all’articolazione della spalla. Quando uno o più di questi muscoli sono deboli, l’equilibrio muscolare della spalla può venire compromesso, aumentando il rischio di sovraccarichi che infiammano e con il passare del tempo usurano i tendini.

Spesso infatti i muscoli “intra-rotatori”, ovvero quelli che portano verso l’interno l’omero, come pettorale, dorsale e sottoscapolare, diventano eccessivamente forti, a causa di una loro iper-attivazione e contrattura, a discapito dei muscoli “extra-rotatori”, ovvero quelli che portano verso l’esterno l’omero, come sovraspinoso, infraspinoso e rotondo, che risultano indeboliti a causa di una loro ipo-attivazione e lassità.

Quando i muscoli extrarotatori sono più deboli rispetto agli intrarotatori, si verifica un disequilibrio che può:

  • Compromettere la stabilità della spalla: i muscoli extrarotatori non riescono a mantenere correttamente la posizione della testa omerale, aumentando il rischio di lesioni ai tendini.

  • Sovraccaricare i tendini: il debole supporto dei muscoli stabilizzatori porta a un maggiore stress sui tendini della cuffia dei rotatori, aumentando il rischio di tendinopatia, infiammazione o rottura.

L’asimmetria tra i due lati è del 26.2% per la rotazione esterna e del 30.9% per la rotazione interna.

lI rapporto ER/IR è 0.922 a sinistra e O.863 a destra, con un’asimmetria del 6.5%.

Il nostro percorso valutativo

Cosa valutiamo:

  • Controllo motorio e reclutamento della cuffia
  • Forza e simmetria muscolare tramite dinamometri o test funzionali
  • Coordinazione scapolo-omerale
  • Capacità del paziente di eseguire gesti tecnici corretti (sportivi o lavorativi)

La nostra palestra riabilitativa permette di impostare un programma di rinforzo progressivo, personalizzato e monitorato, con esercizi che mirano a:

  • Migliorare il reclutamento selettivo della cuffia
  • Rinforzare la muscolatura profonda e stabilizzatrice
  • Ottimizzare i gesti funzionali e sportivi
  • Ridurre il rischio di ricadute attraverso un lavoro preventivo specifico

Il tutto con l’ausilio di strumenti per la valutazione oggettiva della forza, della mobilità e del controllo del movimento.


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