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Rivolta d’Adda (CR) Lun–Ven 07:30–20:30, Sab 08:00–13:00

TENDINOPATIA DEL GINOCCHIO

Il nostro approccio specialistico per recuperare forza, stabilità e performance

TENDINOPATIA ROTULEA O SINDROME FEMOROROTULEA? FACCIAMO CHIAREZZA.

Entrambe le condizioni provocano dolore anteriore al ginocchio e sono associate a sovraccarichi funzionali o alterazioni biomeccaniche. Possono coesistere nello stesso paziente.

Le differenze principali sono riassunte in tabella:

TENDINOPATIA ROTULEA

  • DOLORE ALL’APICE DELLA ROTULA

  • PEGGIORA CON SALTI, SPRINT, SQUAT PROFONDI

  • PATOLOGIA TENDINEA
  • DOLORE BEN LOCALIZZATO ALLA PALPAZIONE

DOLORE FEMORO-ROTULEO

  • DOLORE RETRO-ROTULEO O DIFFUSO

  • PEGGIORA CON SCALE, POSTURA PROLUNGATA, SQUAT

  • PATOLOGIA ARTICOLARE

  • DOLORE MENO SPECIFICO, SPESSO DIFFUSO

PERCHÉ SI SVILUPPA LA TENDINOPATIA ROTULEA?

Il tendine rotuleo trasmette la forza del quadricipite alla tibia ed è quindi sottoposto a carichi importanti durante estensioni rapide, salti o frenate. Quando questi stimoli sono eccessivi o mal distribuiti, il tendine può infiammarsi o degenerare.

Le cause sono multifattoriali e comprendono:

CAUSE BIOMECCANICHE:

  • Rigidità muscolare (quadricipite, hamstring, tricipite surale)

  • Iperpronazione del piede

  • Malallineamento patello-femorale

  • Valgismo dinamico del ginocchio

DOLORE FEMORO-ROTULEO

  • Deficit di forza eccentrica del quadricipite

  • Controllo motorio inadeguato

  • Asimmetrie di carico

CARICO E VOLUME:

  • Aumento improvviso del carico

  • Superfici dure o scarpe non adeguate

  • Microtraumi ripetuti

FATTORI INTRINSECI

  • Età (15–40 anni)

  • Predisposizione genetica

CASO CLINICO: QUANDO LA CAUSA È LONTANA DAL GINOCCHIO, IL RUOLO DEI MUSCOLI DEL BACINO NELLA PREVENZIONE

Una delle aree più trascurate nella prevenzione delle tendinopatie è il controllo neuromuscolare del bacino.
Muscoli come glutei, adduttori e muscolatura del core aiutano a mantenere stabile l’asse dell’arto inferiore durante i movimenti esplosivi.

Un bacino instabile o debole può causare un aumento dello stress sul tendine rotuleo, predisponendo a microtraumi ripetuti e infiammazione.

Per questo motivo, la nostra valutazione iniziale include test specifici di forza e controllo del bacino, parte fondamentale nel costruire un percorso di prevenzione e recupero efficace.

IL NOSTRO PERCORSO TERAPEUTICO

Nel trattamento della tendinopatia rotulea, è fondamentale non limitarsi alla riduzione del dolore, ma affrontare le cause e guidare il paziente verso un ritorno funzionale completo.

Il nostro percorso si articola in fasi progressive e personalizzate:

1 – FASE INIZIALE: CONTROLLO DEL DOLORE E PROTEZIONE DEL TENDINE

Questa è una fase fondamentale per ridurre i sintomi e preparare il terreno alla rieducazione attiva. L’obiettivo non è solo “far passare il dolore”, ma capire cosa sta succedendo all’interno del tendine.

Valutazione strumentale con ecografia

Questa indagine, rapida e non invasiva, ci permette di personalizzare fin da subito il trattamento, adattandolo alla reale condizione del tessuto.

Terapie strumentali mirate

(onde d’urto, tecarterapia, laserterapia )

  • Esercizi isometrici per iniziare a stimolare il tendine senza sovraccaricarlo
  • Educazione al carico: ridurre i movimenti aggravanti senza fermare del tutto l’attività

2 – FASE INTERMEDIA: VALUTAZIONE FUNZIONALE E ANALISI DEL MOVIMENTO

Attraverso test clinici e strumentali, analizziamo:

  • Forza muscolare (quadricipite, glutei, posteriori della coscia)
  • Mobilità articolare (anca, ginocchio, caviglia)
  • Controllo motorio del bacino e del core
  • Gesti funzionali su pedane di forza per monitorare carichi e asimmetrie

Questa fase consente di definire il piano riabilitativo con precisione e oggettività.

3 – FASE AVANZATA: RIABILITAZIONE ATTIVA E RITORNO AL GESTO SPORTIVO

Il lavoro si sposta in palestra riabilitativa, dove il paziente esegue:

  • Esercizi di forza progressivi su macchine, in catena cinetica aperta e chiusa
  • Rinforzo del bacino e core stability
  • Esercizi pliometrici, salti e atterraggi controllati
  • Simulazioni del gesto sportivo o del gesto lesivo, adattati in base all’attività del paziente (es. sprint, cambio di direzione, squat profondi, scatti, salti a rete).

Ogni fase viene monitorata con strumenti oggettivi (dinamometri e software di analisi del movimento) per garantire progressione sicura ed efficace.


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