Stenosi Lombare
La stenosi spinale lombare è una condizione degenerativa in cui lo spazio disponibile per le strutture nervose e vascolari all’interno del canale spinale si riduce. Questa riduzione può portare a una compressione delle radici nervose e, nei casi sintomatici, provocare dolore o affaticamento localizzati ai glutei e/o agli arti inferiori. Tali sintomi possono essere presenti anche in assenza di mal di schiena.
Le radici nervose più frequentemente coinvolte sono, in ordine: L5, S1 e L4. Questo è coerente con l’anatomia: il forame spinale aumenta di calibro fino a L5, ma si restringe notevolmente tra L5 e S1. Inoltre, la radice di L5 ha un diametro maggiore, quindi occupa più spazio nel forame vertebrale, risultando più suscettibile alla compressione.
Come si riconosce un quadro di stenosi lombare?
Durante il colloquio con il paziente, ci sono diversi segnali a cui prestare attenzione:
- Età avanzata: trattandosi di una patologia degenerativa, è più comune nei pazienti anziani
- Presenza di dolore in zona glutea e/o arti inferiori, monolaterale o bilaterale
- Disturbi sensitivi (parestesie, disestesie) agli arti inferiori o ai glutei
Un elemento distintivo della stenosi lombare è la presenza di caratteristiche provocatorie e palliative:
- I sintomi peggiorano con l’estensione lombare, che riduce il diametro del canale spinale
- I sintomi migliorano con la flessione lombare, che invece ne aumenta il diametro
Quindi il paziente riferisce miglioramento in posizioni di flessione, ad esempio:
- Pedalando in bicicletta
- Spingendo un carrello
- Camminando in salita
- Stando seduto
Al contrario, sta peggio quando:
- Cammina in discesa
- Rimane in piedi a lungo
- È sdraiato in posizione supina o prona
Test
Una volta raccolta l’anamnesi, alcuni test clinici aiutano a confermare la diagnosi di stenosi lombare.
Test provocativi:
- Estensione lombare assistita in stazione eretta mantenuta per 1 minuto
- Modified Extension Test (con estensione e inclinazione verso il lato sintomatico)
Sono positivi se provocano o aumentano i sintomi familiari del paziente agli arti inferiori.
Test allevianti:
Questi test mirano prima a far comparire i sintomi e poi a verificarne la riduzione:
- Two Stage Treadmill: si verifica la comparsa della claudicatio neurogena camminando in piano, e la sua riduzione camminando in salita
- Bike Test: il paziente presenta claudicatio dopo il cammino, ma i sintomi migliorano pedalando. Questo test è utile anche per differenziare tra claudicatio neurogena e vascolare.
Altri test utilizzati:
- Test di Romberg: utile per valutare l’equilibrio statico, sia a occhi aperti che chiusi
- Valutazione della forza degli arti inferiori, basata su numero di ripetizioni e fatica percepita
Gli obiettivi del trattamento fisioterapico
Nei casi di stenosi del canale lombare, i principali obiettivi della fisioterapia sono:
- Riduzione del sintomo e della disabilità
- Recupero della forza muscolare
Utilizziamo test di equilibrio (come il Romberg) e analisi del cammino per valutare con precisione i deficit del paziente.
Caso clinico: il trattamento
Nel nostro percorso terapeutico, abbiamo valutato in modo oggettivo l’instabilità posturale della paziente, rilevando un importante sbilanciamento del carico verso sinistra, il lato con minore sensibilità. Tale sbilanciamento peggiorava ulteriormente con gli occhi chiusi.
Attraverso esercizi mirati per il rinforzo degli arti inferiori e della muscolatura del bacino (spesso la più deficitaria in caso di stenosi lombare), abbiamo monitorato i miglioramenti con strumenti oggettivi.
Uno dei test utilizzati è stato il movimento del ponte, durante il quale abbiamo quantificato la forza esercitata sia in salita che in discesa. Il grafico ha mostrato che la paziente riusciva a mantenere la contrazione con una forza costante di circa 25 kg, un risultato molto positivo in presenza di stenosi.
Conclusioni
Il trattamento della stenosi lombare richiede un’attenta valutazione clinica, test funzionali mirati e un approccio riabilitativo personalizzato. La combinazione tra tecnologie avanzate, monitoraggio oggettivo e competenze fisioterapiche può portare a un miglioramento concreto della qualità di vita del paziente.